Recensione: Bollani Superstar al Festival Internazionale di Mezza Estate di Tagliacozzo (AQ)

 

La cornice del Chiostro di San Francesco a Tagliacozzo, che ospita ogni anno il Festival Internazionale di Mezza Estate, ha un modo di accogliere il pubblico sempre molto particolare. Il posto è sicuramente suggestivo, ma la sapienza e lo stile con cui viene illuminato e valorizzato creano una condizione ideale per fruire di offerte artistiche tra le più interessanti. Questa estate è stata sicuramente particolare per molti aspetti, primo tra tutti quello sanitario, ma la macchina del festival nonostante la grave situazione organizzativa che ha investito tutti i settori e peggio ancora quelli artistici, è riuscita a procedere e a confezionare come sempre un cartellone eccellente.
Noi di Emergenza Musicale siamo qui la sera del 14 agosto per un’occasione speciale, Stefano Bollani in concerto, piano solo, con il suo nuovissimo progetto Piano Variations on Jesus Christ Superstar. Per scelta dichiarata, oltre ad adottare uno strumento accordato a 432 Hz alla ricerca di un suono più caldo, Bollani fa una scelta molto originale un progetto dove i temi principali vengono onorati e rispettati, ma anche esaltati. Il musical di Webber infatti contiene melodie eccezionali destinate alle voci, ma anche, nel complesso, arrangiamenti molto articolati e completi che, almeno nella versione cinematografica risalente ormai a quasi 50 anni fa, non sono perfettamente godibili, a causa della qualità dell’incisione.
Questo disco invece coglie e valorizza tutte quelle contromelodie, quegli ostinati e quelle scelte di orchestrazione che sono alla base della grandezza di questa opera.
Dovendo fare a meno del testo di Tim Rice, Bollani dall’arrangiamento originale di Webber prende le caratteristiche legate ai momenti e agli stati d’animo, dalla gioia alla paura, dalla speranza al tradimento, usando solo la musica per portarci a visitare i quadri di questa storia antichissima, piena di enorme significato.
In questo modo passa dallo stile tardo-romantico allo stride piano, da un ostinato in 7/8 a un sinistro honky tonk. Valorizza con massimo rispetto un’opera magnifica servendosi soltanto del suo pianoforte e della sua enorme sensibilità, veicolata magistralmente dall’andamento dinamico, che in concerto diventa un viaggio ancor più interessante, specie per la totale assenza di amplificazione consentita dall’acustica del chiostro. Ci sentiamo di ringraziare Stefano Bollaniper questo lavoro e per il modo semplice e puro con cui ce lo ha offerto.
Ne avevamo bisogno!!

Alessandra Stornelli

www.alessandrastornelli.com

Foto: Massimo Cuomo www.fotografiaessenziale.com