Prima di tutto perche’ e’ una bella commedia napoletana: divertente, intelligente che propone un assunto molto interessante, d’altra parte non poteva essere diversamente, essendo stata scritta da un grande De Filippo, cioe’ che la fortuna costa sempre qualche cosa:quando riceviamo un colpo di fortuna bisogna pagarlo. Questa e’ una legge che il destino dura per tutti.
Quello che si racconta nella commedia e’ un episodio apparentemente molto divertente
pero’ ha questo risvolto amaro che si rifa’ al teatro umoristico dei De Filippo, dei fratelli De Filippo. Umoristico perche’? Perche’ l’umorismo e’ la parte agra, la parte amara della comicita’: quella che fa ridere ma fa riflettere.Per questo ho scelto questa commedia.
defilippo (1)
Racconta di un poveraccio che riceve un’eredita’ dall’America e non riesce ad appropriarsene per vari avvenimenti piu’ o meno comici.
E’ cambiato il fatto che io mi rivolgo ad un pubblico diverso, che ha i tempi televisivi in testa, quindi ho dovuto dare un certo ritmo alla regia della commedia, ho fatto qualche taglio di qualche scena che mi sembrava superata, visti i tempi e ho dato un ritmo di recitazione della commedia che il pubblico apprezza molto perche’ si diverte e applaude convinto tutte le sere.
Abitualmente giro tutta l’Italia, dal nord al sud, andro’ a Genova, Firenze, Milano, Messina…Dal nord al sud.
Ci sono molti giovani attori giovani cresciuti alla mia scuola e sono dei bravi attori perche’ hanno gioventu’, capacita’ e voglia di apprendere e questo e’ molto importante.
Gli direi :- fai un’altra cosa!-
E’ dura perche’ purtroppo molti si alzano la mattina e, senza alcuna preparazione, dicono:- Io faccio l’attore- E affollano questo mondo dello spettacolo con la propria incapacita’. Pochi studiano, si applicano, perche’ il teatro non e’ come la televisione o il cinema; il teatro richiede studio, applicazione. Migliorare se stessi artisticamente, apprendere, risulta molto faticoso.
Ho appena cominciato questa tournee…
Certamente spero di fare qualcosa di bello come mi capita spesso di fare in palcoscenico.
Massimo Cuomo

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