Emergenza Musicale intervista Diego Leanza in occasione in occasione dell’uscita del suo primo ‘Diego Leanza I’.

  • Dopo una lunga gavetta e anni impegnati a produrre musica per altri artisti, il 19 novembre 2010 è uscito ‘Diego Leanza I’ il tuo primo cd; autoprodotto e distribuito dalla Wondermark. Come nasce la scelta di proporti come cantautore?
 -Avevo voglia di mettermi in gioco raccontando un mio punto di vista delle cose e della musica.
  • C’e stato qualcuno che ha provato a dissuaderti (dall’intraprendere la carriera di cantautore)?
Beh, c’è sempre qualcuno che prova a dissuaderti. Ma è anche grazie a loro che trovo la voglia e la forza di portare avanti la mia musica.
Se un lavoro è fatto bene può piacere o no, poco importa! Ognuno ha il diritto di esprimersi a modo proprio.
  • Quanto tempo hai dedicato alla produzione del tuo cd?
– Un paio di mesi in tutto distribuiti nell’arco di un anno. Non avendo scadenze, mi sono preso tutto il tempo per scegliere le canzoni che più mi rappresentano in questo momento di vita.
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  • In ‘Diego Leanza I’ cosa c’e’ di amaro e cosa, invece, e’ dolce? 
Di “amaro” c’è la delusione che spesso incontro nella vita.. di “dolce” c’è la curiosità verso la vita che nonostante i dolori non mi abbandona mai..
  • Degli 8 brani del tuo cd qual e’ quello in cui e’ piu’ presente Diego Leanza uomo?
 “Lo spietato” mi somiglia molto.. è una delle mie facce.
  • Cosa ti aspetti da questo tuo primo disco?
Mi aspetto di essere capito. Un lavoro va criticato, ma prima di tutto capito..
Mi aspetto di portare in giro la mia musica così come sto facendo..
Mi aspetto che possa essere la premessa di tanti altri dischi.
  • Potresti descrivere le emozioni del tuo primo live show in veste di cantautore?
Devo dire che nonostante i migliaia di concerti che ho fatto nella mia vita, durante il mio primo live show ho provato un’emozione completamente diversa. L’emozione è stata forte e mi ha ricordato perché ho scelto di far musica nella vita.
  • Un artista napoletano dalle sonorita’ tutt’altro che partenopee. Qual e’ il tuo rapporto con Napoli? 
 Il mio rapporto con Napoli è come quello di un grande amore, ogni tanto si litiga ma poi si fa pace..
Napoli è una città dove l’assurdo è la normalità.. questo a volte può essere bello altre volte può essere tremendo.
Per quel che riguarda la musica, quella “classica napoletana” fa parte di me infondo.. sono cresciuto con mia nonna che mi insegnava “O sole mio” “O surdat nnammurate” ecc.. sono grandi esempi di melodie che porto sempre nel mio cuore insieme alla mia cara “seconda mamma”.
  • Sei stato influenzato da Beatles, Rolling Stones, Doors, Kinks, Cream, Led Zeppelin… Sicuramente qualcuno appartenente a quella generazione ha ascoltato il tuo cd; potrebbe essere un’occasione per genitori e figli di assistere insieme ad un tuo concerto. Vuoi parlarci di ‘Madre, tu cosa ne sai?’
Genitori e figli insieme? Wow, sarebbe fantastico!! La musica è per tutte le età. Tornando a “Madre, tu cosa ne sai?” è una canzone scritta insieme allo scrittore Giancarlo Tommasone e Rosario Castagnola (co-produttore dell’album “Diego Leanza I”) e rappresenta la superficialità con cui le persone si approcciano alla vita. La televisione oggi spesso è un grande male. Spesso è il tempio della superficialità dove tutti accingono idee e mentalità.. spesso la tv è l’esempio di una società che non amo.
  • C’e’ , invece, un artista italiano al quale puoi dire di aver fatto riferimento? O che in un certo senso ti ha ispirato?
Della musica italiana adoro De Andre’ , Battisti, Conte e molti altri.. ma non credo di essere stato particolarmente ispirato da loro.
  • Prima la musica o le parole?
Non c’è una regola nella scrittura delle mie canzoni. Spesso la musica sostiene il testo ma talvolta accade il contrario.
  • Tecnologia e multimedialita’: quanto ritieni possano contribuire al successo di un musicista? 
Oggi è l’era di internet e credo che sia un ottimo contributo al successo di un musicista. Pian piano le gente usa sempre di più il web e questo è un bene per la musica. Dovrebbero punire coloro che scaricano illegalmente.. ma questa è storia vecchia.
 
                                                                                                   Ingrid Pagliarulo
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