Esce oggi il primo estratto dall’album Parole in primo piano Giochi di parole, rime e metafore in una filastrocca per adulti interpretata con una ironica e inconfondibile PETRA MAGONI
Gioca col sesso, con le parole, con i suoni e con le voci. Divertente ed esplicito. E’ il funkeggiante e travolgente FUNGHI, il primo singolo estratto da “Parole in primo piano”, l’ultimo album dei foggiani Favonio in cui la band ha voluto trasformare in canzoni nove liriche tratte dal libro di Alba Avesini “Poesie e filastrocche”.

petraE FUNGHI è proprio una filastrocca per adulti: il racconto per immagini, rime e metafore di una notte di passione che Paolo Marrone, frontman e cantante del gruppo, interpreta con una ironica e inconfondibile Petra Magoni.

FUNGHI, che originariamente apparteneva ad un ciclo di liriche erotiche concordate con il pittore Luigi Scapini, è stata anche la colonna sonora della mostra di Sergio Staino “La povera Fiammetta – Erotic drawings by Sergio Staino”, ovvero “Con l’arrivo della vecchiaia dell’artista, il porno diventa erotismo”, che si è tenuta il 5 e 6 giugno al Casinò di Sanremo in occasione della rassegna Pazze idee – L’eros nella canzone d’autoreorganizzata dal Club Tenco.

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FUNGHI

(parole: Alba Avesini – musica: Paolo Marrone/Lucio Pentrella/Mimmo Petruzzelli)

Con la partecipazione di Petra Magoni (voce)

Paolo Marrone (voce)

Mimmo Petruzzelli (kazoo, sax alto, ten e bar)

Lucio Pentrella (chitarre)

Giuseppe Guerrieri (batteria)

Giovanni Mastrangelo (basso)

Stefano Capasso (organo)

Piernicola Morese (percussioni)

Antonello Del Sordo (tromba)

Michele Carrabba (sax tenore)

Taketo Gohara (drum machine)

L’ALBUM

PAROLE IN PRIMO PIANO (distribuzione Believe Digital) è un album che nasce dall’incontro di storie e di impulsi: quelli di Alba che riempiva agende e foglietti di versi che camuffava firmandoli col nome di autori di canzoni, quelli di Enrico de Angelis e Francesca Rizzotti che hanno deciso di riunirli in un volume a dieci anni dalla sua scomparsa e quelli dei Favonio che, rapiti da quei versi, hanno preso a musicarli uno dopo l’altro. Per impulso. Da lì all’idea di racchiuderli in un disco, il passo è stato breve. Dopo due album di proprie composizioni, ricchi di riconoscimenti e gratificazioni, la band pugliese stavolta si è cimentata in un progetto diverso, interpretando e arrangiando i brani con fantasia e intensità.

E poi ci sono altre nove storie ed impulsi: quelli di Alice, Rossana Casale, Patrizia Laquidara, Petra Magoni,

Margot, Giovanna Marini, Momo, Erica Mou e Paola Turci, ognuna delle quali interpreta con i Favonio un brano del disco.

Nove tracce, molto diverse una dall’altra. Ma la personalità di Alba Avesini era forte e variegata come le sue liriche e le tante facce di questa femminilità non potevano essere interpretate da una voce unica. E quindi ecco nove sfumature di femminilità per un ritratto di donna e poetessa. La dolcezza, l’erotismo, la malinconia, l’esuberanza, il sorriso ed altro ancora.

Ogni canzone ha quindi una sua particolarità, è un mondo a sé, sia dal punto di vista lirico-tematico che musicale: si va dal  funky al jazz fino alla bossanova. A chiudere il disco, un decimo brano, “La canzone dei vecchi amanti” di Jacques Brel, in una traduzione inedita di Paolo Marrone e Mimmo Petruzzelli. È stata inserita per due motivi: è un vezzo dei Favonio avere una cover in ogni album ed è una delle canzoni che Alba scelse di far suonare durante il suo matrimonio.

La copertina dell’album è una foto di Renzo Chiesa, uno dei più affermati fotografi musicali italiani, che ritrae la veduta verso l’alto di un cortile tunisino, con il cielo illuminato da una particolare luce prodotta dalla luna. E “lunare” era il carattere di Alba nei ricordi di chi la conosceva.

Per i testi nel libretto sono stati utilizzati gli scritti originali, fotografati da Chiesa.

Il mix è stato curato da Taketo Gohara con il Mobilis In Mobili e presso le Officine Meccaniche Recording Studio di Mauro Pagani. Lo stesso Pagani suona il violino in “Vattene Ansia”. Nel disco hanno suonato anche: Michele Carrabba, Michela Celozzi e Daniele Moretto.

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